Mi è parso di capire che, per quanto riguarda i servizi sociali
e sanitari, la struttura pubblica (Comune di Islington) offra solo
interventi di primo livello o simili, cercando però di stringere
una rete molto articolata con associazioni di servizi non governative
(ONG) alle quali viene demandato il compito di fornire materialmente
i servizi concordati che diventano oggetto di convezioni specifiche
fra Comune e Associazioni ONG (come le nostre ONLUS).
In pratica è l’attuazione del decentramento a società
di servizi che applicando una filosofia manageriale consentono una
sostanziale riduzione dei costi per il Comune.
Mi chiedo però quali garanzie a lungo termine abbia il cittadino
e come venga tutelato in caso di restrizioni nella elargizione dei
fondi pubblici e inoltre, pur sapendo che le associazioni ONG devono
rispettare determinate regole imposte dal Comune, non sarà
facile nel tempo ovviare a tali imposizioni?
Mi è parso altresì di capire che Islington rappresenti
una realtà tutta sua particolare (per i motivi descritti
nella mia relazione generale: multi-etnie, multi-religioni, diversi
e opposti strati sociali, età media degli anziani molto bassa)
e ciò giustificherebbe gli interventi del primo giorno di
visita, durante i quali i vari Consiglieri e Direttori di Servizi
hanno ampiamente illustrato la storia e le caratteristiche del Comune
di Islington, i servizi offerti, le politiche strategiche globali
con accenni particolari a quelle per la terza età, il settore
delle associazioni di volontariato in favore della terza età
ecc.
Non trovo corrispondenza, se non in parte (es. strutture associative,
decentramento di servizi, ecc.) fra lo scenario Islington e quello
Italiano e forse posso ipotizzare che tale corrispondenza non esista
nemmeno fra Islington e gli altri comuni di Londra, per non parlare
del Regno Unito in generale.
Le visite ad alcune delle strutture esistenti sul territorio sono
iniziate solo dopo il primo giorno di introduzione generale:
La visita alla sede del progetto “Scooters” per l’agevolazione
della mobilità degli anziani, così come la
“Camminata per la salute” e la visita al Centro Sociale
che fornisce supporto Informatico per gli anziani si sono
svolte con grande interesse delle delegazioni tutte e a mio personale
giudizio si sono perfettamente inserite nella
strategia globale che il comune di Islington ha illustrato, vale
a dire “cercare di portare gli attuali anziani con età
media sui 55 anni a vivere bene la fase successiva della loro anzianità”.
Per quanto riguarda la visita Platform 1 con corsi di Internet per
anziani è stato tutto molto interessante, anche se
uno degli istruttori mi ha confidato che questa realtà è
praticamente unica in tutta Londra.
La visita al St.Luke’s Centre mi ha molto coinvolta e il contatto
da me avuto con alcuni degli anziani presenti mi
ha confermato che il Centro è un buon posto dove trovare
compagnia di giorno.
La visita al Peel Centre mi ha sconcertata. Mi sono sentita accolta
in un luogo tetro e blindato.
Le informazioni che ci hanno dato erano a nostro uso esclusivo e
temo che non corrispondano affatto alla realtà
del centro, dove sicuramente gli anziani non godono del trattamento
principale, che mi è parso dedicato ad altre
utenze meglio paganti e a corsi di vario genere sempre a pagamento.
New Park: Centro Diurno comunale
Visita al Centro Diurno New Park (Islington Council) di grande interesse.
Mi sono trovata in un ambiente
interamente pubblico, simile ai nostri, assolutamente ben gestito
e accogliente, che riserva anche una zona
dedicata a malati di demenza senile medio-grave.
E’ apprezzabile che in questo centro si tenti di organizzare
una zona riservata al recupero e alla ricostruzione delle
culture passate dal 1940 ai giorni nostri. Gli utenti che partecipano
alla costruzione di quello che si potrà
chiamare piccolo museo ne diventeranno anche i curatori.
La visita alla Associazione Cinese è stata particolarmente
interessante in quanto è la conferma del livello di
attenzione che questa comunità rivolge alle persone anziane,
che vengono considerate portatrici di cultura e non di
problemi. Dato interessante: nella comunità cinese quasi
tutti gli anziani sono perfettamente autosufficienti.
Circle 33: Appartamenti protetti (la stessa associazione Charity
ne possiede 12)
In apparenza il luogo ideale in cui vivere gli ultimi anni della
propria vita in autosufficienza. In realtà temo molto
questa prospettiva: ho chiesto ad alcuni anziani che mi hanno confermato
di vivere isolati dal mondo.
Noi abbiamo visto l’appartamento senza dubbio più bello
della casa che costa 99 sterline alla settimana
(informazione riservata della signora anziana). La casa è
stata inaugurata quest’anno. Sarebbe interessante
rivisitarla fra 2 anni per verificarne la gestione.
Age Concern Drovers Day Centre: molto simpatico e vivace. Un sano
centro diurno per persone autosufficienti.
Appartiene alla associazione di volontariato Age Concern.
Per quanto concerne la comunità delle donne greco-cipriote,
Centro Arachne, dove la
solidarietà fra donne e la volontà di mantenere viva
la cultura e la lingua di appartenenza ha dato origine e
sviluppato un centro di grande interesse, nulla da dire oltre al
fatto che il volontariato di questa comunità è
esemplare.
Visita ad Aquaterra Sobell Leisure and Sports Centre: nessun interesse
specifico, a mio avviso ( i tramezzini però
erano molto buoni).
In conclusione:
ONG o Charities come loro si definiscono, ci hanno dato una dimostrazione
di come lo spirito manageriale possa
applicarsi con successo ad attività dedicate al settore sociale.
Resta da vedere cosa realmente resterà di questi progetti
per anziani e minoranze etniche una volta che questo
settore sarà affidato interamente alla gestione dei privati
e se il Comune dovesse allentare i controlli sugli stessi.
Mi è sembrato che le attenzioni vengano rivolte principalmente
agli anziani ancora autosufficienti, grazie anche
alla particolare realtà di Islington. Non ho visto nulla
che si rivolga agli anziani non più autosufficienti.
Un dato interessante: Gli anziani in UK votano molto più
dei giovani. Se poi si considera che gli anziani hanno
una media che si aggira intorno ai 55 anni, si può facilmente
comprendere come l’aspetto
politico sia determinante nella gestione di questo settore.
Una ultima considerazione: tutte le osservazioni da me fatte sopra
scaturiscono da un confronto fra la realtà
trovata a Islington e quella da me vissuta a Bologna, dove esistono
da molto tempo i
quartieri, luoghi di decentramento amministrativo che funzionano
molto bene e a fianco
dei quali sorgono e prosperano forme associative e comitati, che,
sfruttando una grande
generosità di fondo e un forte senso civico degli abitanti,
gestiscono al meglio le condizioni
di vita della popolazione.
Non è quindi strano che io non mi sia stupita della realtà
inglese, perché quella che vivo è
già sufficientemente buona, ma sono convinta che da questa
esperienza si possano trarre
ottimi spunti per un miglioramento della nostra realtà di
servizi sociali, della nostra
organizzazione, senza però dimenticare quel coinvolgimento
emotivo che può essere
l’elemento propulsore quando l’oggetto da trattare sia
l”Uomo”.
Silvana Modelli
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